Protocollo d'Intesa
tra Associazione Nazionale
Città del Castagno e UNCEM
Un impegno condiviso per valorizzare i castagneti italiani, sostenere le comunità montane e costruire il futuro della castanicoltura nazionale.
Una visione condivisa per il futuro della castanicoltura italiana
È stato siglato, presso la sede dell’Unione dei Comuni dell’Amiata, il Protocollo d’Intesa tra l’Associazione Nazionale Città del Castagno e UNCEM – Unione Nazionale Comuni, Comunità ed Enti Montani.
A firmare l’accordo sono stati Lorenzo Fazzi, Presidente dell’Associazione Nazionale Città del Castagno, e Marco Bussone, Presidente nazionale UNCEM e Presidente di PEFC Italia.
L’intesa pone la castanicoltura al centro delle politiche per la montagna e avvia un percorso concreto per recuperare e valorizzare circa due milioni di ettari di castagneti, oggi in gran parte abbandonati lungo i versanti delle Alpi e degli Appennini.
Il castagno come risorsa economica, ambientale e culturale
Il castagno rappresenta una risorsa fondamentale per la tutela dell’ambiente, la sicurezza dei territori, la valorizzazione del paesaggio e lo sviluppo delle comunità montane.
Recuperare i castagneti significa restituire valore a territori spesso esclusi dalle principali strategie di sviluppo e creare nuove opportunità per le filiere locali.
Significa inoltre proteggere un patrimonio storico e paesaggistico che da secoli caratterizza le montagne italiane e la vita delle comunità che le abitano.
di ettari di castagneti italiani
Un patrimonio diffuso lungo le Alpi e gli Appennini, da rimappare, recuperare e riportare al centro delle politiche nazionali per la montagna.
Tutela, sviluppo e nuove opportunità
Il Protocollo avvia una collaborazione strategica per costruire una nuova visione nazionale della castanicoltura.
Recuperare i castagneti
Riportare in produzione e in sicurezza le aree castanicole abbandonate delle Alpi e degli Appennini.
Tutelare la biodiversità
Salvaguardare gli ecosistemi, il paesaggio e il patrimonio ambientale delle aree montane.
Prevenire il dissesto
Favorire la manutenzione del territorio, la sicurezza del suolo e la prevenzione del dissesto idrogeologico.
Valorizzare le filiere
Sostenere il frutto, il legno, le Castagne e i Marroni IGP e le produzioni del Made in Italy.
Sostenere le comunità
Rafforzare le economie locali e creare nuove opportunità di lavoro, in particolare per i giovani.
Costruire una rete nazionale
Collegare istituzioni, enti montani, produttori, consorzi e realtà impegnate nella tutela del castagno.
Un Masterplan nazionale per la castanicoltura
L’Associazione Nazionale Città del Castagno e UNCEM stanno lavorando alla realizzazione di un Masterplan capace di unire tradizione e innovazione.
Il percorso partirà dalle esperienze virtuose già presenti nei territori, come il Consorzio forestale dell’Amiata, le filiere del legno certificato e le numerose realtà impegnate nella valorizzazione delle Castagne e dei Marroni IGP italiani.
I castagneti rappresentano un patrimonio paesaggistico e ambientale di grande valore. La loro manutenzione e il recupero delle aree abbandonate possono contribuire alla tutela del suolo, alla prevenzione del dissesto idrogeologico e alla gestione sostenibile del territorio.
L’accordo rappresenta un’azione concreta per rimappare e riportare in vita due milioni di ettari d’Italia, restituendo valore ai proprietari, alle comunità e alle filiere territoriali.
La montagna non è un’area marginale
È una parte centrale del futuro del Paese.
Il castagno ci insegna che la rigenerazione dei territori nasce dalla collaborazione tra istituzioni, comunità, imprese e cittadini.
Mai da soli. Insieme nel NOI.
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